RELAZIONE SULL’EVOLUZIONE DEGLI STUDI COMMERCIALISTI DEL NOVARESE - terza parte
Il punto di vista della Dott.ssa Carola Bosetto
Intervista alla Dott.ssa Carola Bosetto, Commercialista, Revisore Contabile e Perito.
Introduzione
La Dott.ssa Carola Bosetto è dottore commercialista, revisore contabile e perito, associata allo Studio Elabro STP, che offre servizi di elaborazione contabile e di consulenza fiscale, societaria e del lavoro, compresa la gestione delle paghe.
La sua testimonianza porta il punto di vista di uno studio nato dall’attività paterna e oggi strutturato come società tra professionisti, sui temi del riconoscimento economico del lavoro, del ricambio generazionale e dell’integrazione dell’intelligenza artificiale.
Intervista
Domanda: Come nasce il suo studio e come è cambiato nel tempo?
Dott.ssa Bosetto: "Lo studio nasce dall’attività di mio padre, che era ragioniere e consulente del lavoro e aveva già uno studio avviato dagli anni Sessanta, forse anche prima.
Nel 1983 ha costituito una società di servizi. Io, negli anni Novanta, sono diventata dottore commercialista, ho aperto la mia partita IVA e sono diventata amministratrice della società. Successivamente, la società di servizi è stata trasformata in una società tra professionisti, unipersonale, di cui sono l’unica socia.
Oggi con la mia partita IVA fatturo attività come perizie, collegi sindacali e revisione, mentre la società tra professionisti fattura gli adempimenti fiscali e societari, la tenuta della contabilità, il deposito dei bilanci e le altre attività dello studio.
Collaborano con noi un consulente del lavoro, ragionieri e altri collaboratori. La maggior parte sono dipendenti, perché oggi è difficile trovare professionisti disponibili a collaborare con partita IVA.
Nel complesso, però, non direi che lo studio abbia avuto trasformazioni radicali: ha attraversato nel tempo tutti i cambiamenti della professione."
Domanda: Come vede la situazione attuale?
Dott.ssa Bosetto: "La vedo come una situazione difficile.
Ci sono troppe responsabilità e, da quando non ci sono più le tariffe, è diventato sempre più difficile far riconoscere economicamente il lavoro professionale.
Inoltre, secondo me, nel corso degli anni la categoria non è stata sufficientemente tutelata. Penso, per esempio, all’apertura dell’attività di trasmissione delle dichiarazioni dei redditi anche ad altri soggetti oppure agli adempimenti antiriciclaggio, che per i commercialisti sono particolarmente gravosi.
Chi è iscritto all’Ordine è sottoposto a controlli e responsabilità precise, mentre altri soggetti possono svolgere alcune delle stesse attività senza avere gli stessi obblighi.
A questo si aggiunge una crescente difficoltà nel trovare collaboratori e, soprattutto, giovani interessati a svolgere questa professione."
Domanda: Quale sarà l’evoluzione futura?
Dott.ssa Bosetto: "Credo che uno dei problemi principali dei prossimi anni sarà il ricambio generazionale.
Ci saranno molti studi in vendita e bisognerà capire se ci saranno professionisti disponibili ad acquistarli e a proseguire l’attività. Ho l’impressione che gli studi che verranno messi sul mercato saranno più numerosi delle persone interessate a rilevarli.
Io stessa spero di continuare ancora per un po’ e poi di trovare qualcuno che possa acquistare lo studio e portarlo avanti.
Sul piano organizzativo, invece, sarà inevitabile utilizzare maggiormente la tecnologia e l’intelligenza artificiale, anche perché determinate figure professionali, come i contabili, sono sempre più difficili da trovare."
Domanda: Come si è sviluppata la professione sul territorio?
Dott.ssa Bosetto: "Negli anni sono aumentati gli adempimenti, le responsabilità e la concorrenza da parte di soggetti che possono svolgere attività un tempo maggiormente riservate ai professionisti iscritti.
Parallelamente è diventato più difficile trovare giovani e collaboratori interessati alla professione."
Domanda: Quali sono le difficoltà da affrontare?
Dott.ssa Bosetto: "La prima difficoltà è trovare persone.
È difficile trovare collaboratori con partita IVA e, soprattutto, trovare giovani interessati a questo lavoro. Anche i contabili sono sempre più difficili da reperire.
Un altro problema è il livello delle responsabilità, che considero molto elevato rispetto al riconoscimento economico dell’attività.
C'è poi un cambiamento nelle aspettative dei clienti. È passato il messaggio che tutto debba essere fatto immediatamente. Anche un’operazione societaria o una dichiarazione dei redditi vengono talvolta percepite come qualcosa di automatico: si inseriscono dei dati e si preme un pulsante.
In realtà non è così. Soprattutto nelle operazioni più importanti bisogna ragionare, valutare le conseguenze e pensare prima di agire, perché altrimenti i problemi emergono successivamente."
Domanda: Quali sono le opportunità emergenti?
Dott.ssa Bosetto: "L’opportunità principale che vedo è nella tecnologia e soprattutto nell’intelligenza artificiale.
Può consentire di automatizzare attività ripetitive e di scarso valore, permettendo alle persone di dedicarsi maggiormente al controllo, all’analisi e al ragionamento.
Per esempio, non ha molto senso che una persona passi otto ore a registrare movimenti bancari o fatture. Sarebbe molto più utile trovare già i dati inseriti e concentrarsi sul controllo e sulla comprensione di ciò che sta accadendo.
Da questo punto di vista la tecnologia può rendere anche il lavoro più interessante, perché il collaboratore può diventare maggiormente “pensante” invece di limitarsi all’inserimento dei dati."
Domanda: Qual è la sua visione dell’impatto dell’intelligenza artificiale per la professione?
Dott.ssa Bosetto: "Per me l’intelligenza artificiale è stata una svolta.
La utilizzo già molto, sia attraverso ChatGPT sia attraverso strumenti integrati nelle banche dati professionali.
Per esempio, durante un viaggio in pullman dovevo preparare un verbale. Sapendo esattamente cosa dovevo scrivere, l’ho dettato a ChatGPT, che ha preparato il testo. Una volta arrivata a casa ho dovuto soltanto rivederlo e sistemarlo.
In un altro caso dovevo predisporre un business plan e ricostruire diversi mutui che la banca mi aveva fornito in formato PDF. L’intelligenza artificiale mi ha permesso di trasformare quei dati e predisporre rapidamente i calcoli. Un lavoro che manualmente avrebbe richiesto forse giorni è stato svolto in tempi molto più brevi.
Anche nelle ricerche professionali il cambiamento è importante. Con le banche dati basate sull’intelligenza artificiale è possibile fare domande in linguaggio naturale e ottenere rapidamente riferimenti e documenti che prima avrebbero richiesto molto più tempo per essere individuati.
Il punto fondamentale, però, è conoscere la materia.
Io posso utilizzare questi strumenti perché so quale risultato devo ottenere, conosco il lavoro e posso verificare se quello che mi viene restituito è corretto. Se non si conosce la materia e non si è in grado di controllare la risposta, si rischia di fare delle bestialità.
L’intelligenza artificiale, quindi, non elimina la necessità della competenza professionale. Al contrario, rende ancora più importante saper valutare e controllare il risultato.
In prospettiva credo che potrà sostituire molte attività oggi svolte manualmente dalle persone, soprattutto quelle ripetitive. Non significa necessariamente eliminare le persone, ma liberarle da lavori come l’inserimento continuo di dati, permettendo loro di concentrarsi sul ragionamento e sul controllo."
Domanda: Se dovesse sintetizzare, qual è la sfida più concreta e qual è l’opportunità?
Dott.ssa Bosetto: "La sfida più concreta è riuscire a far funzionare gli studi in un contesto nel quale aumentano responsabilità e adempimenti, mentre diminuiscono le persone disponibili a svolgere questo lavoro e diventa sempre più difficile trovare giovani e collaboratori.
A questo si aggiunge la difficoltà di far comprendere che il lavoro del commercialista non è automatico: richiede competenza, tempo e ragionamento.
L’opportunità più concreta è l’intelligenza artificiale. Può ridurre drasticamente il tempo dedicato alle attività ripetitive, automatizzare una parte del lavoro amministrativo e consentire al professionista e ai collaboratori di concentrarsi maggiormente sul controllo, sull’analisi e sulle attività nelle quali è realmente necessario ragionare."
Il valore della competenza nell’era dell’intelligenza artificiale
La testimonianza della Dott.ssa Carola Bosetto restituisce l’immagine di una professione sotto pressione: responsabilità sempre più gravose e, venute meno le tariffe, un riconoscimento economico del lavoro sempre più difficile, a fronte della concorrenza di soggetti che svolgono le stesse attività senza gli stessi obblighi. Il nodo dei prossimi anni è il ricambio generazionale, con più studi destinati alla vendita che professionisti disposti a rilevarli e una crescente difficoltà nel reperire collaboratori e giovani.
L’opportunità più concreta è l’intelligenza artificiale, vissuta come una vera svolta: libera le persone dalle attività ripetitive e a basso valore e restituisce tempo al controllo, all’analisi e al ragionamento. La condizione, però, è la competenza. Solo chi conosce la materia può guidare questi strumenti e verificarne i risultati, evitando errori: la tecnologia non sostituisce il professionista, ma rende ancora più centrale il suo giudizio.
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